Processionaria del pino
Domenica 08 Maggio 2011 23:21

Lotta obbligatoria alla processionaria del pino

La lotta alla processionaria del pino, obbligatoria dal 17 aprile del 1998 per decreto ministreriale,  avviene in due fasi distinte: rimozione dei nidi in dicembre-febbraio e cattura degli adulti con trappole a feromone.

La processionaria del pino è un lepidottero che si nutre delle foglie di molte conifere, in particolare degli aghi di pino e cedro. Nelle nostre zone sono molto frequenti sulle tre specie di cedro e sulle specie di pini, in particolare sul pino comune e sul pino strobo. Il decreto 17 aprile 1998 - Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria del pino "Thaumetopoea pityocampa" - impone l'intervento di abbattimento della popolazione.

processionariaQuesto insetto è conosciuto più per il nido, un bozzolo bianco ben attaccato agli apici dei rami meglio esposti al sole, che per l'insetto in se.

Immagine di processionaria del pino allo stadio larvaleIl ciclo del lepidottero ha inizio con la deposizione delle uova sulle piante ospite in luglio-agosto. Le giovani larve si nutrono degli aghi della conifera ed è per questo motivo che i rami attorno ai nidi risultano spogli. Quando le temperature non consentono loro di sopravvivere senza protezione costruiscono un grosso nido di filo sericeo in cui svernare. Il nido è ben visibile anche da terra.
Appena le temperature lo permettono, generalmente ad inizio primavera, le larve scendono in processione lungo il fusto per interrarsi e dare inizio alla metamorfosi. Le crisalidi possono rimanere interrate, in stato dormiente, fino a 7 e più anni. Da giugno ricomincia il volo delle farfalle e in luglio-agosto la riproduzione.

Benché la processionaria del pino sia difficilmente dannosa per l'albero lo è, purtroppo, per l'uomo. Allo stadio di larva sviluppa sul dorso dei finissimi peli urticanti che possono provocare reazioni allergiche della pelle, degli occhi e delle vie respiratorie. Bambini e persone particolarmente sensibili possono dover ricorrere a cure ospedaliere. Non occorre entrare in contatto con l'insetto, perché i peli si staccano facilmente disperdendosi nell'aria e cadendo, in ultimo, al suolo.

Considerata la capacità riproduttiva dell'insetto e la capacità di diffusione occorre intervenire con l'asportazione dei nidi in dicembre, gennaio e febbraio e impedendo l'accoppiamento degli adulti installando trappole a feromoni dai primi di luglio.
Altri tipi di lotte possono non essere efficaci. Ad esempio, l'impiego di Bacillus turingensis var. israelii può essere un ottima lotta biologica ma occorre irrorare gran parte della chioma e nella giusta epoca di sviluppo delle larve. La distruzione del nido da terra può non portare alla morte delle larve che possono ricostruire il nido e sopravvivere così alle basse temperature.

 

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