Lunedì 07 Maggio 2012 22:23

barriere di compartimentazione

Le barriere di compartimentazione (CODIT)

Le immagini mostrano il ceppo di un Fagus sylvatica (Faggio) dove sono ben visibili le barriere di compartimentazione che sono state prodotte dall'albero per cercare di arrestare l'avanzata del patogeno fungino. barriere di compartimentazioneNell'immagine a sinistra è ben intuibile che l'albero è stato costretto a erigere più barriere (evidenziate in rosso per maggiore chiarezza) a seguito di cedimenti delle barriere precedenti. Le barriere infatti non sono efficaci al 100% e spesso vengono superate dal patogeno. Nella foto a destra è visibile un ingrandimento della zona più compromessa dove, addirittura si ha una cavità. Il patogeno, con molta probabilità, si è insediato da una ferita riportata sulla corteccia (presumibilmente causata da tagliaerba a filo) in corrispondenza della zona color bianco. Nella terza foto è intuibile la penetrazione del fungo lungo l'asse verticale. Con buona approssimazione, quello che si vede va da una quota di circa 10 cm sopra il livello del suolo fino a circa 30 cm sotto il livello del terreno. In pratica la parte di legno degradato coinvolge 2/5 di sezione del colletto.

È evidente che anche una piccola ferita, all'apparenza senza particolare rilevanza, può provocare in pochi anni un danno enorme.

sezione verticale del colletto